sabato 7 aprile 2012

La strana attrazione dei turisti per gli agli selvatici

Pisa, via Roma a due passi da piazza dei Miracoli:  tre ragazze camminano insieme verso la Torre pendente. Tutte hanno occhi scuri a mandorla e volto ovale dai lineamenti delicati, circondato da un caschetto di capelli corvini liscissimi. Provengono dunque dall'Estremo Oriente e sono evidentemente in gita turistica, intente ad ammirare uno dei complessi monumentali più famosi al mondo.

Ma ecco che d'un tratto si fermano, accanto a una pianta di bosso che cresce in un vaso, uno dei tanti che adornano la veranda di un bar, e si chinano per guardare qualcosa in un vaso. Anche se non capisco una parola di ciò che dicono, i loro gesti e i loro sguardi esprimono quell'attenzione che si riserva alle cose belle e insolite. Boh, io quei vasi li vedo tutti i giorni e mi sembrano del tutto ordinari, eppure...
una delle ragazze tocca con la mano i fiori che crescono nel vaso, alla base del bosso. Non sono coltivati, sono erbe infestanti di cui ora sono pieni i prati dell'Orto botanico. Effettivamente, a ben guardarli, i fiori sono graziosi campanellini bianchi, rivolti verso il basso. Non c'è dubbio, sono esemplari di Allium triquetrum, un parente selvatico dell'aglio coltivato. E' più piccolo, ma ha un bulbo simile all'aglio e tutta la pianta, se strofinata, emette il caratteristico aroma dell'aglio coltivato, quello che si usa in cucina.
Fiori di Allium triquetrum, un aglio selvatico
La ragazza mostra i fiori alle amiche, parlano un pò, e poi riprendono il loro cammino verso la Torre pendente, mentre io proseguo in direzione opposta verso l'Orto botanico e una nuova giornata di lavoro. Ma mentre cammino medito su ciò che ho visto: l'interesse delle tre ragazze probabilmente scaturiva dalla insolita - per loro! - forma del fiore. Ciò che a me pareva banale, anzi infestante, ai loro occhi suscitava interesse, al punto da distogliere la loro attenzione dalla Torre pendente, sia pure per un solo attimo.
E allora mi sono chiesto quante piante come queste fioriscono splendidamente nei nostri giardini di città, nei prati e nei boschi delle colline; quanti fiori potremmo mostrare ai turisti che visitano il territorio di Camaiore! Quanta varietà di forme, colori e dimensioni, quante storie di piante selvatiche che sono entrate nelle tradizioni del territorio perché si raccoglievano per l'alimentazione, per la cura delle malattie, per usi cosmetici e per rituali magici. Tutto ciò fa parte di un patrimonio di biodiversità di cui il territorio di Camaiore è straordinariamente ricco e costituisce una risorsa poco nota e ancor meno utilizzata. Le piante selvatiche non richiedono irrigazione, concimazione, potature o altre cure colturali: si organizzano in comunità autonome, in equilibrio con le risorse ambientali a disposizione. Perciò, ci sono piante che crescono vicino ai canali e fossi, altre che crescono ai bordi dei campi coltivati, altre ancora che vivono all'ombra dei boschi e perfino sulla nuda pietra. Se una piantina di aglio selvatico ha destato l'interesse di tre turiste orientali, cosa potranno fare le cicerbite, le vecce, le scille e le orchidee che ricamano il nostro territorio? 

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