lunedì 19 marzo 2012

Come sulla Costa Concordia

Ho già scritto, nei precedenti articoli, che la lista civica "Alternativa per Camaiore" è indipendente dai partiti politici, ritenuti oramai incapaci di governare il paese secondo principi di solidarietà, giustizia e trasparenza. Simili giudizi si ritrovano sulla stampa locale e nazionale: ne è un esempio, tutt'altro che isolato, l'articolo di Giangiacomo Schiavi sul Corriere della sera di un paio di giorni fa, che potete leggere qui.
I politici, quindi, a tutti i livelli - da quello nazionale fino a quello comunale - si baloccano nelle loro trame e si affannano a conservare poltrone e privilegi milionari, mentre i cittadini devono fare
i salti mortali per arrivare dignitosamente alla fine del mese. Tutto ciò in uno scenario incerto, nel quale la spesa pubblica continua a crescere e i governi - politici, tecnici o di saltimbanchi, sarebbe lo stesso - fanno a gara nell'aumento delle tasse. Servono più soldi per la casta? Aumentiamo l'IVA. Che fantasia, verrebbe da dire. Servono ancora più soldi? Aumentiamo la benzina. Complimenti Prof. Monti, non ci aveva mai pensato nessuno! Ci voleva un economista di chiara fama per attuare questa originale misura fiscale! A parte il sarcasmo, nessuno pensa a imporre un tetto alla spesa pubblica, che appare del tutto fuori controllo e minaccia di affondare l'economia italiana.
Ma che c'entra la Costa Concordia in tutto ciò? La nave è affondata e da mesi giace reclinata su un fianco vicino all'Isola del Giglio, in attesa di un difficile recupero.
Bè, la situazione del paese mi pare simile a quella dei passeggeri della nave subito dopo l'urto con gli scogli e l'arresto vicino alla costa gigliese: a quel momento c'era ancora tutto il tempo per far sbarcare in sicurezza tutti i passeggeri e l'equipaggio, ma il comandante, indeciso se salvare prima la sua carriera o la sua persona, ha lasciato che arrivasse il disastro. Vedo un preciso parallelismo tra i nostri governanti e la figura del comandante della Costa Concordia, come se l'uno fosse specchio degli altri e viceversa. Concetti quali senso del dovere, etica del servizio, comportamento professionale sembrano sconosciuti a Schettino come a chi regge il timone del paese. Il naufragio di fronte all'Isola del Giglio poteva assumere dimensioni ben più drammatiche se i passeggeri e parte dell'equipaggio non si fossero a un certo punto organizzati autonomamente. E noi, cosa aspettiamo a organizzarci? La Costa Concordia ha retto un'ora e mezza prima di affondare: quanto tempo resta all'Italia?

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