domenica 25 marzo 2012

Il lato oscuro della stazione rinnovata

Nel numero 61 - marzo 2012 di "Camaiore", periodico del Comune di Camaiore, leggo un articolo di Daniele Ricci, intitolato "Più treni e una stazione rinnovata". Daniele Ricci è consigliere delegato ai trasporti pubblici locali.
Ricci, a proposito della piccola stazione di Camaiore Lido-Capezzano, fa notare che il numero di treni è aumentato da 7 nel 2006 ai 35 giornalieri del 2011, "di cui ben 20 da e per Firenze". A parte lievissime imprecisioni (sull'orario di Trenitalia i treni sono 34 e non 35; i 20 treni sono da *o* per Firenze, non *e*), il dato è indubbiamente
positivo, anche se non è specificato il contributo di Ricci rispetto all'iniziativa autonoma di Trenitalia.Ricci prosegue con la menzione delle migliorie apportate, citando "l'abbellimento della stazione con pensiline, panchine e rastrelliere per biciclette", a favore dei 103 passeggeri che usano la stazione, e della prossima installazione di una biglietteria automatica.
Insomma, un quadro positivo, sebbene il giudizio finale sia modestamente lasciato ai cittadini camaioresi.
Ricci omette però alcuni aspetti della stazione, che qualunque pendolare come me conosce bene.
Cominciamo dalle cose dette.
  1. Pensiline: ne sono state installate due, una sul binario 1, l'altra sul binario 2, per una superficie coperta di circa 3-4 m2 ciascuna. Insufficienti per 103 passeggeri distribuiti su tre treni. Anche sulla bellezza avrei da ridire, ma questo è un fatto molto soggettivo.
  2. Panchine: sono tre (due sul binario 2, una sul binario 1), lunghe 150-180 cm, per 9-12 posti a sedere, a seconda della dimensione dei glutei dei visitatori e della loro propensione al contatto fisico. Ovviamente le panchine sono fuori dalle pensiline.
  3. Rastrelliere: non ricordo numero e posizione, controllerò e riferirò in un prossimo articolo.
 Ora, quelle non dette.
  1. Accesso auto: facile dal lato Capezzano, se si viene da Capezzano; da Lido occorre fare un lungo giro per accedere al lato Capezzano; l'accesso lato Lido è di solito parzialmente ostruito da auto in sosta vietata, per cui occorre attenzione quando si viene da Lido; chi viene da Capezzano non può accedere dal lato Lido.
  2. Uscita auto: facile dal lato Capezzano; pericolosa dal lato Lido per la presenza di auto in sosta vietata che ostacolano la visibilità dell'incrocio. Naturalmente, quando si accede in auto dal lato Lido, non si può poi uscire dal lato Capezzano, ma si deve uscire dallo stesso lato.
  3. Parcheggio: Ricci se ne è dimenticato, ma tra i parcheggi nell'area della stazione e quelli esterni la capienza è sufficiente. Se è merito suo, è un punto a suo favore.
  4. Informazioni sui treni: ci sono due quadri orario, niente schermi. Ci sono gli annunci sonori, ma sono diffusi da un unico altoparlante che talvolta non si sente a causa del rumore del traffico che scorre sul cavalcaferrovia sovrastante.
  5. Informazioni turistiche: inesistenti. Più volte ho personalmente accompagnato turisti, totalmente disorientati dopo essere scesi dal treno, diretti ad alberghi o altre destinazioni del Lido; in altri casi, ho spiegato come raggiungere il capoluogo con i mezzi pubblici. 
  6. Decoro: scadente. Il piano terra dell'edificio che ospitava la biglietteria è privo di manutenzione da tempo; la macchina obliteratrice non funziona da anni; al confine lato Lido c'è un deposito all'aperto di materiali di risulta; in varie parti si vedono cumuli di rifiuti; sulle spallette del muro che separa i parcheggi dai binari ci sono spesso bottiglie e lattine vuote; nel sottopassaggio ogni tanto si notano dei vistosi annerimenti sul pavimento, causati da fuochi.
Non tutto dipende dal Comune. La sicurezza dell'accesso auto e la pulizia delle aree esterne certamente sì e sarebbero attuabili a basso costo. Anche le informazioni turistiche dovrebbero essere a carico del Comune. Il resto è probabilmente (tras)curato da Trenitalia.
In ogni caso, parlare della stazione di Camaiore Lido-Capezzano come di una realtà consolidata e funzionale mi sembra una distorsione dei fatti. Probabilmente Ricci non frequenta la stazione come pendolare e quindi non ne ha sperimentato il lato oscuro. Ma perché non si informa da chi quella realtà la vive tutti i giorni?



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