Questo pomeriggio, di ritorno da un sopralluogo alla vegetazione costiera nella zona di Marina di Vecchiano, ho notato un'enorme colonna di fumo che sorgeva dai versanti orientali del Monte Prana. L'incendio si è poi evidentemente esteso, dato che in questo preciso momento le fiamme si vedono
da Lido di Camaiore, come un'enorme ferita sanguinante che squarcia i versanti occidentali del monte.
C'è un punto dove le fiamme si levano più alte, sul crinale, appena sotto alla gobba che porta in vetta: conosco quella zona per averla percorsa a in cerca di piante rare nel nostro territorio, e ricordo che lì si spingeva un fresco boschetto di faggi. Mi piange il cuore mentre li vedo bruciare, vittime innocenti di una mente folle.
Non è passato neppure un anno, dall'ultimo incendio. Non so se il piromane è lo stesso o se sono più d'uno, ma vorrei che fossero messi in condizione di non nuocere ai boschi che sono un bene prezioso: mitigano il clima, stabilizzano i pendii montani, guidano le precipitazioni verso il terreno con dolcezza e producono un elemento per noi indispensabile, l'ossigeno. Già, l'ossigeno che troviamo nell'aria e che respiriamo tre o quattro volte ogni minuto!
Dovremmo essere tutti quanti grati a questi silenziosi compagni, tutti dovremmo sentirci impegnati nella loro tutela, che è poi la tutela di noi stessi e del nostro territorio. Temo però che siano troppo poche le voci che parleranno in loro difesa. Quanto agli amministratori di Camaiore, il loro disinteresse è presto spiegato: gli alberi non votano e non pagano tangenti. E non posso fare a meno di pensare che, se potessero votare, il mondo sarebbe migliore.
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